The last hardcover
Seth Weintraub di 9to5Mac, a proposito della biografia di Steve Jobs scritta da Walter Isaacson (quella di cui è stata anticipata l'uscita di un mese e che è balzata in testa alla classifica dei libri più venduti su Amazon.com con percentuali impressionanti):
E' ironico - perché ormai leggo praticamente tutto sul mio iPad - ma penso che potrebbe essere l'ultimo libro hardcover che compro nella mia vita.
Io ne comprerò ancora parecchi, ne sono certo, ma credo che quel libro occuperà il tavolino del mio salotto per un bel po' di tempo, senza particolari tristezze ma con molta curiosità. Ecco un frammento del saggio, molto bello, che Isaacson ha scritto a proposito della biografia su Time:
Qualche settimana fa, ho visitato Steve Jobs per l'ultima volta nella sua casa di Palo Alto, in California. Aveva dovuto trasferirsi in una stanza al piano inferiore perché era troppo debole per salire e scendere le scale. Era piegato in due per il dolore, ma la sua mente era sempre acuta e il suo senso dell'umorismo vibrante. Abbiamo parlato della sua infanzia, e mi ha dato alcune fotografie di suo padre e della sua famiglia da usare nella mia biografia. Come scrittore, sono abituato a essere distaccato, ma venni colpito da un'ondata di tristezza mentre cercavo di dirgli addio. Per mascherare la mia emozione gli feci l'unica domanda che continuava a lasciarmi confuso: perché era stato così ansioso, in quasi cinquanta interviste e conversazioni in due anni, di aprirsi cos tanto per un libro quando era sempre stato così riservato? "Voglio che i miei figli mi conoscano", disse. "Non sono sempre stato lì per loro, e voglio che sappiano il perché e che capiscano che cosa ho fatto".