Diavolo, all'asta Prada
Peggior gioco di parole di sempre per segnalare il fallimento di uno dei progetti per l'Italia a cui Jobs teneva di più, e cioè un Apple Store nel tempio dell'alta borghesia meneghina, Galleria Vittorio Emanuele. Prada, infatti, ha battuto Gucci e Apple nell'asta per aggiudicarsi gli spazi dell'ex McDonald's, visto che a Cupertino - un po' a sorpresa - non hanno ritenuto proponibile offrire quasi sei milioni di euro per cinque anni. Delusi quindi tutti gli appassionati che sognavano di assistere a chissà quali mirabolanti proposte architettoniche per un negozio che avrebbe certamente rivaleggiato, in termini di prestigio ed eleganza, con quello celebre sulla Fifth Avenue a New York.
Poco male: a sentire l'ex assessore all'urbanistica Carlo Masseroli, se il salotto milanese non ha ritenuto la Mela dotata di sufficienti quarti di nobilità per fare capolino tra le luci, le pelli e gli ori di Galleria Vittorio Emanuele l'apertura di un Apple Store a Milano è comunque solo rinviata, anche a giudicare dalla politica piuttosto aggressiva degli ultimi tempi. Tim Cook sa bene che per qualsiasi città europea avere la mela morsicata a campeggiare su un'insegna è motivo di vanto, e di certo già spera di poter strappare prezzi meno esosi.