Addio MacWorld, benvenuto iWorld
Una delle cose che più colpiscono gli Apple-user veterani, visitando il sito della casa madre, è vedere come via via i nomi storici vengano sostituiti - a parte appunto la mela, come se si volesse concentrare tutta la forza simbolica di Cupertino in un logo solo, meno verbale possibile. Cercate con l'apposita funzione il termine "Macintosh", ad esempio: lo troverete sperduto in qualche vecchio documento degli anni scorsi o nelle rassegne dei modelli fuori produzione. Ora è tutto solo, e semplicemente, Mac: più immediato e più facile da ricordare. I più giovani, se dici "Ah, hai un Macintosh" osservando il loro MacBook Air nuovo fiammente, ti guardano strano.
Capita però che anche il Mac sia troppo, e che l'unico simbolo distintivo alfabetico via via diventi solo quella i che davanti a Phone, a Pod e perfino a CEO – durante il periodo di Jobs come amministratore delegato "ad interim"– identifica immediatamente il prodotto o il ruolo e lo reinventa, senza bisogno di complicati nomi in codice o di più o meno indovinate denominazioni (da "Zune" a "Galaxy", per capirci).
Ecco, è successo anche al mondo. Il MacWorldExpo è da sempre il sogno di ogni fanatico della mela: quello dell'anno prossimo (dal 26 gennaio) si chiamerà MacWorld|iWorld, quasi a marcare la transizione e - non si può non dirlo senza un pizzico di nostalgia - lo spostamento di focus dai computer ai telefoni, ai tablet e ad altri accessori. Credo che nessuno si stupirà quando, dopo l'uscita della fantomatica iTv, anche il residuo "MacWorld" scomparirà e finirà col seguire il destino dei Macintosh sperduti da qualche parte nella memoria collettiva della Rete.